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lunedì 20 dicembre 2010

Hernanes premiato dal Comune: "Devo migliorare molto, ma siamo felici del nostro inizio; Il Milan è superiore, ma la Lazio mi ha stupito!"

ROMA - Ancora una volta lui, il Profeta. Con i suoi colpi di genio e le sue giocate da mille e una notte ha mandato in visibilio l'Olimpico biancoceleste ma ha soprattutto guidato la Lazio verso il trionfo contro l'Udinese. Una perla dopo due minuti scarsi dall'inizio delle ostilità ha squarciato il buio ed il grigiore caduto sull'Olimpico a causa del maltempo. Ha aperto le danze contro i friulani con il pezzo migliore del suo repertorio, il tiro da fuori. Da oltre 20 venti metri aveva già punito Catania ed Inter. Contro la squadra di Guidolin ha siglato il terzo centro consecutivo tra le mura amiche, il quinto dall'inizio della stagione (assieme a quelli con Bologna e Bari al San Nicola). Le sue gesta e le sue prodezze gli sono valsi i complimenti dell'allenatore della Roma, Claudio Ranieri (presente assieme a lui quest'oggi) e lo hanno portato a conquistare il premio di miglior atleta (nel calcio) dell'Anno 2010, un'onoreficienza conferitagli dal Comune di Roma nella persona del sindaco Gianni Alemanno all'interno della Sala della Protomoteca, un riconoscimento importante a pochi mesi dal suo approdo nella Capitale. "Ogni anno sto facendo sempre meglio. Nel 2005, anno in cui ho iniziato nei professionisti, feci 3 gol, poi 5, l'anno dopo 7, fino ad arrivare a quello attuale con 15 realizzazioni (comprese le reti nel San Paolo). Sto facendo sempre meglio, questo mi rende davvero felice, mi aspetto di continuare a crescere - l'auspicio del numero 8 biancoceleste intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti in Campidoglio -.

domenica 19 dicembre 2010

Serie A 2010-2011; 17° Giornata: Lazio-Udinese 3-2

Sintesi da Sky Sport:

"Pensieri di Lazio":
Che sofferenza! Partita bellissima per i disinteressati alle due squadre, da infarto per i coinvolti. Un 3-2 che poteva essere 2-3, 3-3, 2-2, 4-3, 3-4, 4-4...Qualunque risultato sembrava possibile. Lazio subito in vantaggio con Hernanes, che poi colpisce anche una traversa, dopo un tiro strepitoso. Poi i BiancoCelesti sbagliano un contropiede clamoroso: 5 vs 1! Ledesma per Rocchi, apertura per Lichtsteiner che sbaglia uno dei goal più semplici che io abbia mai visto, palla che rimbalza fino ad Hernanes che riprova, ma il suo tentativo termina tra le braccia di un ottimo Handanovic. Tra il goal di Hernanes e questa occasione però, l'Udinese ha messo in luce un ottimo e rapido gioco, creando due palle goal nitide, sulle quali la Lazio è stata parecchio fortunata. Nel secondo tempo una girandola d'emozioni: Pareggio di Sanchez su errore di Lichtsteiner che non lo segue, e di Muslera che non esce su una palla alla sua portata; Subito il 2-1 di Biava, che gira in area dopo la sponda di Dias; dopo dieci minuti il nuovo pareggio del neo-entrato Denis. Di lì in poi, le squadre si sono allungate e la Lazio ha più volte cercato il goal, su tutti i tentativi di Mauri, Zarate e Rocchi. Nel finale, Kozak, su calcio d'angolo battuto da Ledesma, da fastidio a Zapata, che incredibilmente gira di testa nella sua porta: E' festa BiancoCeleste, che chiude un 2010 ottimo!
Pagelle:
Muslera 5,5
Lichtsteiner 6
Biava 7
Dias 6,5
Diakitè 6
Ledesma 6,5
Matuzalem 6,5
Mauri 6,5
Zarate 6+
Hernanes 7
Rocchi 7+
Kozak 7-
Bresciano sv.
Gonzalez sv.
Reja 7

Forza Lazio! Vola in Alto Olimpia!
Alessio Servadio

giovedì 9 dicembre 2010

"Pensieri di Lazio": Vendere per acquistare? Si, ma chi e come?

Attenzione! Non ho alcuna intenzione di fare un articolo di "denuncia" contro la società o la sua politica sui trasferimenti: Siamo giustamente tutti soddisfatti dell'ultima campagna acquisti. Il mio obbiettivo è un altro, o per meglio dire, sempre lo stesso! Quante volte voi lettori mi avete sentito (visto, letto) mentre esprimevo la mia diffidenza alle notizie, o comunque rumors, che circondano il mondo BiancoCeleste? Tante vero? E qual'è l'argomento del quale parlo più spesso in maniera negativa? Si, esatto! Il calciomercato giornalistico.
Quante volte abbiamo letto o sentito di ipotesi di calciomercato, alle quale poi se ne legano altre, e poi altre ancora...Le ultime le ho lette oggi sui vari giornali e sul web: "Scambio Sissoko-Lichtsteiner; Muslera via a giugno e Marchetti in arrivo; Rocchi pronto a partire e si preparano le alternative, Almeyda in pole..."
Il colpo più grande della Lazio nel mercato estivo è stato, ovviamente, Hernanes, che è stato pagato anche con i soldi della strepitosa cessione di Kolarov.

mercoledì 8 dicembre 2010

Il diario del Profeta: "Che buoni gli spaghetti! Ma non rinuncio mai alla carne brasiliana"

Gli studi per imparare l’italiano, la famiglia per velocizzare il processo di adattamento nella nuova realtà ed una “buon piatto italiano” per stimolare il buon umore. Hernanes continua a raccontarsi senza sosta, senza disprezzare consigli ai turisti provenienti dal suo paese, il Brasile. Lo spazio è sempre lo stesso “Diario do Profeta”, sulle pagine di Globoesporte. Il nuovo capitolo riguarda “una delle cose che più mi piace di Roma, la cucina!”. Ha già scoperto le qualità culinarie della città eterna: “Qui cisono molti buoni ristoranti e le pietanze sono davvero fantastiche – spiegato il numero 8 di Reja - , Una delle mie preferite è molto semplice da cucinare: sono gli spaghetti al pomodoro. Buonissimi”. Talmente tanto che “ho già imparato la ricetta”, non che siano così difficili da preparare. Ma non finisce qui: “Un mio amico italiano mi ha già spiegato come si fa il risotto al formaggio, che non è altro che riso con il formaggio. Ma ancora non mi sono cimentato. Prima o poi lo farò”.

Il Diario del Profeta: "La mia famiglia è stata fondamentale per il mio adattamento"

La famiglia, il tempo libero trascorso con i due figli, Ezequiel e Lucia, e con la moglie Erica, Il Profeta aggiorna il suo personale diario sulle pagine di Globoesporte, esce dal campo, sveste i panni del campione per indossare quelli di padre affettuoso che appena può si dedica alle costruzioni ed ai giocattoli: “Passare del tempo con i miei figli è molto bello – scrive il numero 8 di Recife - . Lo faccio appena posso, quando il lavoro e gli allenamenti me lo permettono”. Il nucleo famigliare come
riparo, sfogo ed al tempo stesso aiuto per velocizzare il processo di adattamento con la nuova realtà italiana: “I bimbi e mia moglie sono fondamentali per vivere bene nella mia nuova città - spiega l'ex San Paolo - Erica, la mia sposa, è un guerriero.

sabato 4 dicembre 2010

Serie A 2010-2011; 15° Giornata: Lazio-Inter 3-1

Sintesi da Sky Sport:

"Pensieri di Lazio":
O MIO DIO! Potrei anche chiudere qui il discorso, ma è proprio bello parlare di queste prestazioni. Inter massacrata per 80 minuti, giocate verticali da panico, difesa Neroazzurra annichilita, tagliata spesso nei pressi dei vertici dell'area di rigore, dove la Lazio è riuscita quasi sempre a sfondare.
Prestazione impressionante di TUTTA la squadra, nella sua totalità, anche se tra i singoli vanno per forza citati Hernanes, Zarate, Brocchi e Matuzalem: senza ombra di dubbio i migliori in campo!
Pagelle:
Muslera 6,5
Lichtsteiner 7
Biava 7+
Dias 7
Radu 7
Brocchi 8
Matuzalem 8
Mauri 7-
Hernanes 8,5
Zarate 8+
Floccari 7+
Rocchi 6,5
Bresciano 6+
Ledesma 6
Reja e Lopez 7+

Forza Lazio! Vola in Alto Olimpia!
Alessio Servadio

lunedì 29 novembre 2010

Serie A 2010-2011; 14° Giornata: Lazio-Catania 1-1

Sintesi da Sky Sport:

"Pensieri di Lazio":
Ancora un'occasione sprecata, ma non tanto perchè si deve per forza avvicinare il Milan, ma più che altro per guadagnare punti sulle avversarie alle nostre spalle, in quanto tutte apparte l'Inter e il Palermo hanno pareggiato o perso. Un primo tempo a folate, un secondo più intenso nel possesso palla, ma comunque poco creativo e soprattutto conclusivo in zona offensiva. E le due facce della Lazio si possono capire dai dati: 1° Difesa del campionato, 7° attacco del campionato. è ovvio che in questa graduatoria ha molto influito il fatto di non aver fatto goal in tre partite nelle quali la sorte non ci ha sicuramente aiutato (Samp, Derby e Cesena). In ogni caso, la Lazio in 14° partite appunto, solo 3 volte non ha fatto goal. Non cominciamo con commenti disfattisti: nelle ultime due partite è mancata la lucidità nell'ultimo passaggio, testimone ne è l'evidente calo di Mauri, che però ritengo fisiologica e normale. Anche Floccari ieri è parso stanco, ma anche da lui non si possono pretendere 14 partite di fila a grandi livelli. Bene Zarate, che ha rischiato di fare il goal più bello che io abbia mai visto: tanto per fare una battuta che ho detto oggi ai miei amici "Se faceva quel goal se attappavano i buchi der colosseo" (e scusate il dialetto!). Buona anche la prestazione di Hernanes. Bene ancora la linea difensiva, Biava in particolare che sul goal del Catania a mio avviso subisce fallo, e all'ultimo secondo salva il punto striminzito che la Lazio è riuscita a portare a casa. C'è comunque una nota particolarmente positiva: per quanto a me possano non stare simpatici ALCUNI gruppi organizzati della Nord (per motivi extracalcistici), sono contento del loro ritorno "formale" allo stadio. Ancora più contento del ritorno del Sodalizio della Tevere. Finalmente ho sentito uno stadio caloroso, seppur 30mila presenze da secondi in classifica le ritengo poche.
Pagelle:
Muslera 6+
Lichtsteiner 6
Dias 6+
Biava 6,5
Radu 6+
Ledesma 5,5
Brocchi 6
Mauri 5
Floccari 5
Hernanes 7-
Zarate 7
Matuzalem 6
Foggia 5,5
Rocchi sv.
Reja 6-

Forza Lazio! Vola in alto Olimpia!
Alessio Servadio

domenica 14 novembre 2010

Serie A 2010-2011; 12° Giornata: Lazio-Napoli 2-0

Sintesi da Sky Sport:

"Pensieri di Lazio":
Ci si doveva riprendere dopo le due battute d'arresto, pesanti, del Derby e a Cesena, e la Lazio ha fatto subito capire che ci vuole ben altro per abbattere il suo morale.
Infatti dopo pochissimi minuti, la Lazio ha cominciato a mantenere il possesso palla, e quindi a fare la cosa che gli riesce meglio. Intorno al 10' mister Reja spiazza Mazzarri e parecchi spettatori: Zarate prima punta, Floccari alle sue spalle sulla linea di Hernanes, spostato a destra, e Mauri. Da qui, la partita assume una fisionomia ben delineata.
Al 15' Mauri illumina l'Olimpico, lanciando Maurito Zarate che esegue uno stop a seguire (a detta dei napoletani con il braccio) con la spalla, incrocia alla sinistra di De Sanctis e porta in vantaggio la Lazio.
Il Napoli reagisce con veemenza, ma i BiancoCelesti controllano sempre molto bene: infatti i napoletani sono pericolosi solo al 30' con una traversa colpita da Lavezzi. Sul finire della prima frazione di gioco, Grava atterra Floccari in area, toccando comunque il pallone: classico intervento "dubbio", che sia nel caso dell'assegnazione che non, scontenterebbe una delle due squadre.
Nella ripresa la Lazio gestisce benissimo il possesso palla, concedendo al Napoli solo tiri dai 20 metri e più.
Al 61' Zarate ed Hernanes scambiano più volte fino all'interno dell'area di rigore, l'argentino serve Floccari al centro dell'area di rigore che spiazza il portire partenopeo: Partita chiusa!
Poi Maurito, poco dopo, colpisce anche una traversa, su un suo tiro deviato dalla testa di Cannavaro.
Finalmente Zarate verrebbe da dire, bene come sempre Floccari, ottima la fase difensiva, peccato per l'infortunio di Brocchi alla mezz'ora del primo tempo.
Pagelle:
Muslera 6+
Lichtsteiner 7
Biava 7
Andrè Dias 7
Radu 7
Ledesma 6,5
Brocchi 6,5
Mauri 6,5
Hernanes 7
Zarate 8
Floccari 7,5
Matuzalem 7
Bresciano 6,5
Garrido sv.
Reja 7+

Forza Lazio! Vola in Alto Olimpia!
Alessio Servadio

sabato 13 novembre 2010

Formello - Col Napoli torna la "Lazio Tipo": 4-2-3-1 con il ritorno di Mauri e Hernanes

FORMELLO – Calendario amico. E’ l‘unica nota positiva della grigia settimana biancoceleste, fitta di impegni ravvicinati che obbligano a voltare pagina con rapidità. Rispetto al post derby, l’obiettivo è sempre lo stesso, quello di ripartire, tornare in carreggiata, riprendendo il percorso virtuoso di inizio stagione.
FORMAZIONE TIPO - E’ già antivigilia presso il quartier generale capitolino. Con il Napoli si chiude un ciclo intenso di gare, che domenica a pranzo porterà la Lazio a scendere in campo per la sesta volta in 22 giorni. Questa volta Reja chiede strada proprio alla più importante delle sue ex società. Quello con il Napoli è uno scontro diretto che profuma d’Europa, al quale il tecnico friulano sta pensando già da giorni. Dal turnover massiccio di Romagna, al ritorno della formazione tipo, quella delle cinque vittorie consecutive, del quasi impenetrabile 4-2-3-1 e del cinismo in zona realizzativa. Per recuperare in un colpo solo tutte le certezze apparentemente smarrite, Reja non può che affidarsi all’assetto e agli uomini che hanno traghettato la Lazio nei piani alti della classifica.
MAURI RECUPERATO, SI RICOMPONE IL DUO CON HERNANES - Su tutti Stefano Mauri. Non ci sono dubbi, contro il Napoli il centrocampista brianzolo tornerà al suo posto, a sinistra sulla linea dei trequartisti. Ha disertato l’impegno di Cesena in via precauzionale a causa di un affaticamento muscolare al bicipite femorale, che anche ieri l’ha costretto ai box. I controlli effettuati in mattinata hanno confermato l’assenza di lesioni, tanto che alle 12,30 si è presentato regolarmente in campo con il resto della squadra, con cui ha disputato anche la fase tecnico-tattica. E’ stato inserito nella formazione dei “non fratinati”, nella quale ha ricomposto il duo “fantasia ed inserimenti” con il brasiliano Hernanes. Sulla trequarti di campo tornerà anche la classe del Profeta, che agirà nella zona di campo che mercoledì (non) ha visto protagonista Mark Bresciano (oggi schierato centrocampista centrale in coppia con Ledesma). Hernanes e Mauri, senza loro il potenziale offensivo biancoceleste è stato dimezzato: poco ispirato in fase di rifinitura, prevedibile e privo di quegli inserimenti dalla distanza che riescono a creare la superiorità numerica anche senza pallone. Non è un caso che la marcia vincente fuori dalle mura amiche si sia interrotta in coincidenza con le loro defezioni.
LA RABBIA DI ZARATE IN VANTAGGIO SU FOGGIA E GONZALEZ - Tornano i “big”, dunque, ma si va verso la conferma dell’assetto con tre elementi alle spalle di un unico riferimento offensivo (Sergio Floccari in netto vantaggio su Rocchi, oggi i due provati insieme): malgrado i malesseri post-Cesena, la terza piazza dovrebbe essere ancora consegnata a Mauro Zàrate. Interpretando le prove odierne, l’argentino sarà nuovamente chiamato a transitare sulla corsia di destra, sdoppiandosi nel doppio lavoro di centrocampista esterno ed attaccante aggiunto. L’ha fatto anche oggi in allenamento, in cui ha ricomposto l’asse con Lichtsteiner: dalla parte opposta del campo c’era Foggia, che resta l’alternativa più probabile al numero 10. Una terza via potrebbe essere percorsa da Gonzalez che nel corso della partitella di oggi è stato provato proprio con Hernanes e Mauri nella formazione opposta a quella di Maurito. Ballottaggi i cui esiti verranno sciolti definitivamente domani mattina, quando andrà in scena la rifinitura, ma la sensazione è che Reja punti molto sulla rabbia repressa di Zàrate, che dopo la sostituzione di Cesena e l’esclusione iniziale nel derby cova una grande voglia di tornare decisivo.
BROCCHI E LEDESMA CONTRO HAMSIK E LAVEZZI - Rientri importanti vanno registrati anche in difesa, dove Lichtsteiner (il fastidio al polso è svanito) tornerà a completare il quartetto con Biava, Dias e Radu, ed a centrocampo, dove ci sarà nuovamente la corsa e l’agonismo di Brocchi. A lasciargli campo dovrebbe essere Matuzalem, che dopo i tirati 90’ disputati in terra romagnola dovrebbe nuovamente partire dalla panchina. A fare coppia con l’ex rossoneri sarà nuovamente Ledesma: insieme avranno il compito di fare scudo davanti la difesa biancoceleste dove agiranno Hamsik e Lavezzi. Resta in dubbio la disponibilità di Stendardo, ancora alle prese con un problema al torace. Assente di giornata anche Luis Pedro Cavanda.
La ripresa degli allenamenti è prevista domani alle ore 12:30, stesso orario del match di domenica. Domani alle ore 14:30 il tecnico Edy Reja prenderà la parola al Centro Sportivo di Formello.
 
PROBABILE FORMAZIONE ANTI-NAPOLI (4-2-3-1): Muslera, Lichtsteiner, Biava, Dias, Radu; Brocchi, Ledesma; Zàrate, Hernanes, Mauri; Floccari.

martedì 2 novembre 2010

Parla Dias: "Pronti per il Derby; Voglio entrare nella storia della Lazio; Hernanes è solo al 50%"

LA STORIA - Nascere predestinati e non saperlo, nascere calciatori e scoprirlo a 18 anni, nascere campioni ed accorgersene da grandi. E la vita ti cambia da un giorno all'altro. E' esploso tardi perchè ha iniziato tardi. Raccontano che il difensore Andrè Dias s'è reso conto di voler giocare a calcio alla maggiore età, fino ad allora aveva lavorato in un negozio di vernici, aveva fatto il cameriere e nel frattempo era andato a scuola. Cercava di essere autonomo, di non gravare sulla famiglia, cercava di aiutare papà Celso e mamma Aparecida. Questa non è la storia del ragazzino che sogna di diventare campione. No, questa è la storia di un giovane uomo cresciuto in una famiglia numerosa e che ad un certo punto si è trovato catapultato in una vita calcistica. Dias è il quarto di cinque fratelli che non hanno scelto di seguire le sue orme. Sino a 18 anni giocava a calcetto a livello amatoriale perchè il campo a 11 non gli piaceva. Si sentiva attaccante, diventò difensore, ammirava Andrè Cruz (ex Milan e Napoli). Il destino lo mise di fronte al bivio per due volte. Aveva 15 anni, un amico lo spinse a provarci nel calcio, gli fece fare un test nel Sao Caetano. La prova andò malissimo, la delusione lo segnò. Tre anni dopo un altro amico iniziò a tartassarlo, lo portò con sè a provare nella Palestra del Sao Bernardo do Campo, piccola società di San Paolo. Dias accettò solo dopo tre mesi. Fu acquistato e da lì partì la sua scalata. La prima apparizione avvenne nel '99, poi fu acquistato dal Paranà (22 presenze, 1 gol), poi arrivò la chiamata del Flamengo (2001). Nei primi anni di carriera, cambiò spesso squadra: nel 2003 al Paysandau (26 presenze, 1 rete), successivamente al Goias per tre anni (75 presenze, 3 gol). Nel 2006 il San Paolo lo prelevò a parametro zero, dopo che con il Goias fu nominato miglior difensore del Brasileiaro. Andrè passò davanti a tutti in poco tempo: divenne capitano, vinse tre campionato di fila, si aggiudicò la "Bola de Prata", riconoscimento ai migliori undici del torneo. Nel 2009 arrivò la chiamata del Brasile di Dunga, ma non scese in campo. Andrè ha sposato Andrea, con sua moglie si conosce da 10 anni. Hanno un figlio, Vinicio, e due gemelline nate in estate, Lara ed Eloah. E' un evangelista, come Matu ed Hernanes, con loro frequenta una chiesa a Roma. Legge sempre la Bibbia, ama stare con la famiglia, è il suo hobby preferito. La musica gospel lo rilassa e lo carica. Il futuro adesso è suo.
Ora, è uno dei leader della nuova Lazio, l'immagine della sorpresa del gruppo di Reja, perchè il valore di Andrè Dias sino all'inizio del campionato veniva trascurato. Da bambino gli sarebbe piaciuto giocare cenravanti, può darsi che l'istinto lo abbia conservato. SI sgancia e va a segnare, sfruttando l'abilità nello stacco aereo. Reja, già dal ritiro di Norcia, prova quel tipo di punizione visto a Palermo. Blocco al centro dell'area, Dias gira dietro il mucchio e va a colpire di testa o di piede, come successo al Barbera. Terzo gol con la Lazio, questo da vero centravanti. Poi s'è messo a correre verso la panchina aggiuntiva dove era seduto il suo amico Matuzalem: "E' un amico, una persona che mi ha aiutato tantissimo nei primi mesi. Quando sono arrivato a Roma non capivo l'italiano, dovevo abituarmi al cambio di vita, Matu per me è stato una presenza costante. E io volevo ringraziarlo per tutto quello che ha fatto".
L'ha definito il gol più bello della sua vita. In realtà ce ne è un altro che per gesto tecnico è ancora insuperabile. San Paolo-Atletico Mineiro, Brasileirao del 2008, Dias scatta in profondità, penetra in area e sull'uscita del portere lo beffa con un cucchiaio. Questo, forse, è il più bello realizzato con la Lazio. Ne aveva seganti due, altrettanto importanti (contro Genoa e Bologna) nella corsa verso la salvezza. Andrè Dias, come molti suoi compagni, vive l'attuale primato con serenità: "Il nostro segreto? Non ne parliamo tanto del primo posto. Abbiamo voglia di dare il massimo ogni volta che giochiamo, questo è lo spirito, c'è grande armonia, un grande gruppo. La Lazio affronta ogni partita come se fosse una finale, ma senza pensare a niente. E' la nostra forza interiore. Si scudetto non ne parliamo. Vedremo più avanti se riusciremo a mantenere questa posizione. Ma il segreto è questo: affrontiamo un ostacolo alla volta, come se fosse una finale. L'armonia del gruppo, poi, si riflette sul campo, tutti sono pronto ad aiutarsi, a sacrificarsi per l'altro. Se uno sbaglia, c'è chi va in aiuto. La nostra difesa parte dagli attaccanti". La prossima finale per la Lazio si chiama derby. Dias l'ha giocato nella scorsa primavera: "Giocammo bene quella gara e perdemmo immeritatamente. Anche quest'anno giocheremo per vincere. E' una partita difficile, la più difficile del campionato per atmosfera, le pressioni e le attese che ci sono. Ad ogni modo noi siamo pronti, ci sentiamo molto più preparati dell'anno scorso. Fisicamente, tatticamente e mentalmente, la Lazio oggi sta meglio. Io spero che si giochi bene e che si riesca a vincere. Nel derby dovremo evitare di sottovalutare l'avversario, non dovremo innervosirci, la Roma ha giocatori di qualità". Dias, come Hernanes, ha un sogno: "Entrare nella storia della Lazio, essere ricordato dai tifosi e vincere qualcosa".
Dias è rimasto molto legato alla sua ex squadra: "Quando posso vedo le partite del San Paolo, sarò sempre suo tifoso. Ho nostalgia della gente, la porto nel cuore. Saluto tutti e mando loro un grosso abbraccio, il San Paolo è la squadra più importante in cui ho militato in passato. Hernanes? E' al 50% della sua forza, quello vero i tifosi laziali lo vedranno da gennaio in poi, quando arriverà ai massimi livelli, ancora non li ha raggiunti. Si sta ambientando bene nel nuovo ruolo. Nel settore giovanile del San Paolo - racconta - giocava in una posizione avanzata, come adesso. Quando è diventato professionista ha iniziato a giocare come centrocampista centrale per le sue qualità tecniche, difensive ed offensive. A me non era capitato di vederlo giocare in zona d'attacco, per la prima volta è successo nella Lazio e sta facendo benissimo. Sta giocando senza fermarsi da gennaio, è normale che non sia al top. Non ha avuto problemi di ambientamento, ma solo un calo fisiologico visto che la stagione in Brasile è iniziata a dicembre".

domenica 24 ottobre 2010

Serie A 2010-2011; 8° Giornata: Lazio-Cagliari 2-1

Sintesi da Sky Sport:

"Pensieri di Lazio":
Oggi vista allo stadio. Oggi Olimpia vola più alto del dovuto. Oggi la Lazio ha vinto 2-1 sul Cagliari!
Una volta che vado io allo stadio (principalmente per vedere Olimpia), la nostra Aquila decide non fare come da copione, ma va bene così, a lei si concede questo e altro. Ad un certo punto era addirittura sparita dalla vista dei presenti, si era andata a posizionare prorio al centro del telone di copertuta, si vedeva solo l'ombra negli spostamenti. Poi comunque, a fine primo tempo, Olimpia è stata recuperata.
Mentre però il rapace BiancoCeleste si gustava la partita dall'alto della copertura dello stadio, sul terreno di gioco si è svolta la partita, che ha mostrato altri punti sui quali può crescere la fiducia dell'ambiente e della tifoseria, nonostante l'errore di Radu, che ha rimesso in corsa il Cagliari a mezz'ora dalla fine.
Apparte questo, dopo il goal di Floccari, la partita è vissuta con tranquillità, poi il goal di Mauri (fortunoso ma importante) l'ha chiusa per soli 8 minuti, prima dell'erroraccio di Radu.
Ho sentito molti commenti che hanno definito la giornata della Lazio come particolarmente fortunata, quando io penso che, tranne nell'occasione del secondo goal, la squadra di Reja non abbia fatto nulla di più di quella che ha creato, ha sfruttato quello che ha fatto. Perchè scusate ma il goal dei Sardi non è fortuito? Non c'è un rigore su Rocchi a 5 minuti dalla fine? La Lazio ha avuto o no il 60% di possesso palla (SI!)?
A noi interessa poco comunque, quello che ci interessa è che la Lazio ha dato un'altra prova di maturità sia difensiva che offensiva.
Pagelle:
Muslera 6,5
Lichtsteiner 6,5
Biava 6,5
Dias 7,5
Radu 5
Ledesma 6-
Brocchi 7,5
Mauri 8
Hernanes 7
Floccari 7,5
Zarate 7-
Matuzalem 6,5
Rocchi 6,5
Stendardo 6
Reja 7.

Forza Lazio! Vola in alto Olimpia!
Alessio Servadio

sabato 16 ottobre 2010

I segreti de "O' Profeta": Si aiuta con il personal trainer e palleggia da bendato

Le magie di Hernanes non sono soltanto figlie del talento, ma anche delle esercitazioni, della capacità di applicarsi in allenamento. Il centrocampista biancoceleste prepara il colpo per risolvere la partita contro il Bari. Due giorni fa, sul campo del centro sportivo di Formello, mezz’ora di esercitazione individuale: destro e sinistro, tiri a “girare” oppure di potenza, è stato uno show. Il fuoriclasse brasiliano cerca il gol su azione dall’inizio del campionato. L’unico gol sinora lo ha realizzato su rigore in Lazio-Bologna 3-1. Reja lo impiega da trequartista perché vuole sfruttare il suo tiro dalla distanza e spera che si sblocchi presto.
 
TRAINER. Quella che non tutti conoscono è un’altra storia e risale all’inizio della sua carriera, quando Hernanes cominciava a farsi largo nel San Paolo. Il talento di Recife ha un personal trainer, un preparatore, che lo ha seguito a lungo negli ultimi anni in Brasile. Non ne parla volentieri, è un argomento che preferisce tenere riservato, forse perché nello spogliatoio del San Paolo, qualche anno fa, non tutti i suoi compagni l’avevano capito. Certe volte le battute e gli scherzi, o le prese in giro, possono ferire.
 
SIMMETRIA. In realtà il suo personal trainer lo ha aiutato tantissimo nella crescita tecnica di calciatore completo. Oggi Hernanes ha una padronanza assoluta del proprio corpo, è un destro ma tira col sinistro come se fosse mancino naturale, ha un equilibrio nella corsa perfetto. Possiede una capacità rarissima per un calciatore, un movimento armonioso che spesso viene giustificato parlando di “baricentro basso”. Attraverso l’addestramento Hernanes ha sviluppato lo stesso livello di agilità e di equilibrio su tutto il suo corpo. E’ perfettamente simmetrico, appoggia il suo peso sulla gamba destra o sulla sinistra nello stesso modo e senza alcuna differenza, questo gli permette di essere efficacissimo e imprevedibile nei dribbling.
 
PADRONANZA. Ha un equilibrio totale in qualsiasi momento del gioco e un controllo perfetto del pallone. E’ uno dei pochissimi giocatori al mondo che riesce a palleggiare bendato. Con una benda sugli occhi, senza guardare, Hernanes riesce a non far cadere il pallone, toccandolo di destro e di sinistro e continuando a camminare. Anche trenta palleggi consecutivi. Con l’aiuto del suo personal trainer e il talento naturale, è riuscito ad affinare le sue qualità, a giocare e tirare con tutti e due i piedi.
 
CICINHO. Una crescita esponenziale di cui si sono accorti anche i suoi compagni al San Paolo, abbandonando quelle diffidenze sul personal trainer che accompagnava il Profeta al campo di allenamento. La storia racconta anche della sorpresa di Cicinho, terzino della Roma, tornato in prestito al Tricolor da gennaio a maggio 2010, l’ha visto trasformato. Non vedeva Hernanes da cinque anni, l’aveva lasciato ragazzo, l’ha ritrovato fuoriclasse. Presto si rivedranno nel Derby dell’Olimpico. E si riabbracceranno.

mercoledì 13 ottobre 2010

Verso Bari-Lazio: 4-2-3-1 con Mauri, Hernanes, Zarate dietro Floccari; Matuzalem recupera.

FORMELLO – Zàrate in campo dal primo minuto, malgrado il ritorno al 4-2-3-1. Reja sta pensando seriamente ad una Lazio spregiudicata e fantasiosa, con l’argentino schierato come trequartista sulla stessa linea di Hernanes e Mauri, alle spalle di un unico riferimento offensivo, Sergio Floccari.
MODULO DI QUALITA' - Nonostante le assenze, aveva iniziato a lavorarci già da sabato scorso, quando contro la Primavera di Bollini ha mandato in scena le prime prove di 4-2-3-1, pensate per inibire le qualità dei pugliesi sulle corsie esterne. Nel corso della seduta pomeridiana odierna ha approfondito l’idea, soprattutto con un’accurata esercitazione tattica a metà campo, in cui il numero 10 di Haedo era posizionato sulla sinistra nel terzetto dei trequartisti per uno schieramento decisamente a trazione anteriore. Rispetto all’assetto scelto con la Fiorentina, in cui uno degli esterni offensivi era Bresciano, a variare sarebbe l’atteggiamento in campo della squadra, che non si limiterebbe ad attendere gli avversari per poi ripartire in contropiede, ma proverebbe ad imporre i propri ritmi fin dall’inizio, con lo scopo di far valere il superiore tasso tecnico. Zàrate da una parte e Mauri dall’altra costringerebbero i due esterni bassi di Ventura (Belmonte  e S.Masiello) a centellinare le proprie iniziative, affidando Alvarez e Ghezzal alla guardia di Radu e Lichtsteiner. Il rischio al vaglio di Reja è quello di prestare il fianco alle ficcanti ripartenze dei velocisti baresi ed in particolare al brasiliano Barreto, potenzialmente letale quando può puntare l’uomo negli spazi. La ricerca dell’equilibrio è sempre stata la priorità numero uno del tecnico biancoceleste, ma centrare l’obiettivo di far coesistere tutti i tenori a propria disposizione sarebbe la conquista più grande a cui sta lavorando con convinzione Reja, soprattutto se al fianco di Ledesma dovesse tornare, come sembra, la personalità e la sapiente regia di Francelino Matuzalem.
TORNA LA COPPIA BRASI-ARGENTINA - Dopo il lavoro differenziato effettuato alla ripresa di ieri, oggi il playmaker brasiliano è finalmente tornato a lavorare regolarmente con il resto della compagnia, con il quale ha disputato anche la partitella finale 10 contro 10. E’ stato testato proprio in coppia con l’argentino, con Brocchi e Bresciano posizionati in modo speculare nella formazione opposta. Il percorso personalizzato a cui si è sottoposto nelle ultime due settimane ha sortito gli effetti desiderati: il dolore al polpaccio sembra svanito e le possibilità di vederlo nell’undici titolare chiamato a difendere il primato in terra pugliese sono in forte ascesa. Oggi è tornato a forzare, se anche nei prossimi allenamenti dovesse fornire le giuste rassicurazioni il suo impiego sarebbe certo; altrimenti a comporre il duo con Ledesma sarebbe Cristian Brocchi. Se le indicazioni odierne venissero confermate, a farne le spese per la quarta volta consecutiva sarebbe Tommaso Rocchi (oggi provato a sinistra in un tridente completato da Foggia e Kozak), che già contro Milan, Chievo e Brescia ha iniziato dalla panchina. Per Maurito, invece, si tratterebbe della terza presenza dal primo minuto.
DOMANI TORNANO LICHTSTEINER E GLI URUGUAGI - Chi sarà in campo senza dubbi è Stefano Mauri. Complice anche la sospensione della gara dell’Italia, oggi il numero 6 brianzolo ha regolarmente preso parte alla seduta. Ha iniziato a parte con il preparatore Bianchini, ha proseguito effettuando la fase tattica con il resto dei compagni, per poi disertare la partitella finale in via precauzionale. Si sono allenati regolarmente con i compagni anche il ceco Kozak e Sergio Floccari, mentre per riavere a disposizione lo svizzero Lichtsteiner e i sudamericani Muslera e Gonzalez (sbarcheranno questa sera nella Capitale), Reja dovrà aspettare la giornata di domani. Da verificare le condizioni del belga-angolano Cavanda, uscito anzitempo dall’amichevole con la Turchia Under 21 per un problema alla caviglia, e di Simone Del Nero, ko per un scontro fortuito con Andrè Dias. Il quartetto difensivo anti-Bari (Lichtsteiner, Biava, Dias e Radu) non dovrebbe prevedere novità rispetto alle ultime uscite.
TORNA MEGHNI - L'ultima nota lieta riguarda Mourad Meghni. Dopo 4 mesi di convalescenza e riabilitazione a seguito dell’operazione al ginocchio, oggi il fantasista parigino è finalmente tornato a calpestare il manto erboso di Formello. Si è limitato ad un lavoro differenziato in compagnia del preparatore Adriano Bianchini, specializzato nel recupero degli infortunati . Ad attenderlo all’uscita del quartier generale biancoceleste un giornalista di un noto organo di informazione algerino. La ripresa degli allenamenti è prevista domani alle ore 15:00.

mercoledì 6 ottobre 2010

Video: Allenamento Pomeridiano del 6/10/2010 - Verso Bari-Lazio [Interviste a Reja, Berni e Vieri]

Allenamento pomeridiano per la Lazio, dopo i due giorni di riposo concessi da mister Reja.
I biancocelesti, dopo la messa in azione si sono dedicati al possesso palla prima con le mani poi con i piedi.
Lavoro atletico diviso in due gruppi. Chi ha più minutaggio nelle gambe ha fatto scarico, mentre il resto del gruppo ha effettuato un lavoro intermittente.
In chiusura, partitella a metà campo di 30 minuti.
Una gradita sorpresa quest'oggi al centro sportivo di Formello: "Bobo" Vieri si è allenato con i giocatori della Lazio.
Video da sslazio.it:

La ripresa degli allenamenti è prevista domani alle ore 10:30 e alle ore 15:00.
Domani alle ore 14:00 al Centro Sportivo di Formello prenderà la parola un tesserato della S.S. Lazio.

Delio Rossi: "Roma sarà per sempre la mia Casa!"

Roma è sempre la sua casa. Delio Rossi ha potuto riabbracciarla in questi giorni, approfittando della sosta per le nazionali, l’ex tecnico biancoceleste ha prolungato le sue mini vacanze nella Capitale, dove ancora vive la sua famiglia. E’ tornato a riassaporare l’affetto e gli umori di una piazza che lo terrà sempre nel cuore, non solo per i risultati centrati nel suo quadriennio biancoceleste. L’uomo Delio torna a parlare della Lazio, lo fa senza quell' amaro in bocca che fino a pochi mesi fa non gli permetteva di ripercorrere a pieno ricordi mai sopiti: “Di Roma mi manca molto, avverto che sarà sempre la mia casa – confessa il tecnico romagnolo ai microfoni di teleradiostereo - . Sicuramente mi manca Formello, anche perché era vicino casa mia, mi manca l’Olimpico che era una vetrina importante, paradossalmente mi mancano anche i giornalisti a cui mi ero ormai abituato. Il Palermo è una realtà diversa rispetto alla Lazio. Ha un target diverso, investe molto sui giovani e sulla prospettiva. La Lazio sotto questo punto di vista è un gradino più alto”.
Torna a parlare di Lazio, commentando il momento d’oro della squadra di Reja e puntando il dito su una sterzata societaria che già ai suoi tempi attendeva: “Il salto di qualità avremmo potuto farlo nell’anno in cui abbiamo centrato la qualificazione in Champions – spiega Rossi - . Paradossalmente il nostro trionfo non è stato gestito bene, perché quella squadra aveva bisogno di rinforzi in considerazione delle tre competizioni che eravamo chiamati a svolgere. Sugli errori, se uno non è testone, impara. La grande paura dell’anno scorso ha fatto si che quest’anno sia stata costruita una squadra logica. Ora la Lazio è una compagine di livello, sicuramente prima di logica ce ne è sempre stata poca. Certe scelte neanche io le ho mai capite. Non so se questa Lazio sia più forte della mia, certamente è più di rendimento. E’ più affidabile, ha un buon portiere, ha un difensore centrale dominante (Dias,ndr) che io non ho mai avuto ed ho spesso cercato, un centrocampo di gente che ha qualità e quantità. In questo Ledesma e Matuzalem rappresentano due centrocampisti che ultimamente la Lazio non ha mai avuto. Poi c’è un giocatore importante come Hernanes, un grande centravanti e soprattutto una rosa adeguata. La forza della Lazio, infatti, non sono i titolari, ma le alternative di livello di cui può disporre. Tra l’altro sono tutti elementi molto navigati, mentre io avevo tutti giocatori che erano forti potenzialmente, come Ledesma, Behrami, Muslera, Kolarov, Zàrate. Poi però è venuta meno la logica, perché il progetto è stato abbandonato. Ho capito che non c’erano più i presupposti per andare avanti insieme alla fine del girone di andata (campionato 2008-2009, ndr). Lì ho capito che non potevo andare avanti con il mio lavoro. Si era incrinato il rapporto di fiducia con il presidente, non credevo più in questa persona”.
Poi ci sono dei calciatori che sono stati forgiati da Mastro Delio che dopo qualche anno sono arrivati a livelli internazionali: “Vedere un giocatore come Pandev alzare la Champions League per me è stato un orgoglio. Arrivò dai bassifondi, con me fu anche il più sostituito d’Italia, ora recita ruoli importanti. Penso di aver contribuito alla sua crescita”.
La coppia Ledesma-Matuzalem, un chiodo fisso targato Rossi, ancor di più con la presenza sulla trequarti di Hernanes: “Possono assolutamente giocare tutti e tre insieme, perché sono giocatori che hanno qualità e quantità, sono complementari. Il problema è che la Lazio non ha ancora potuto vedere il migliore Matuzalem. Io l’ho solo intravisto in allenamento, mi auguro per lui che risolva i suoi problemi, perché ci troviamo davanti un calciatore ancora da scoprire. Per quanto riguarda Ledesma, forse è stato l’unico giocatore per il quale ho insistito e mi è stato preso è stato Ledesma. Forse neanche lo volevano prendere, ho insistito talmente tanto che poi ho anche pagato con una squalifica”.
A proposito di centrocampo e di rincalzi di lusso, tra le seconde linee biancocelesti c’è anche l’australiano Mark Bresciano. Un elemento che Reja conosce bene: “E’ un interno di centrocampo, ha anche il gol. Mi è dispiaciuto molto non averlo schierato nell’ultimo periodo di Palermo perché ha avuto problemi fisici. Se li risolve è un giocatore molto importante”.
Ora sulla panchina capitolina c’è Edy Reja: “E’ una persona di buon senso, capace ed intelligente. E’ arrivato in punta di piedi, ha visto quali erano i problemi e senza fare stravolgimenti ha messo i puntini sulle i, ma l’ha fatto in maniera logica perché lui non spaccia calcio ed alchimie, fa solo il suo lavoro nel modo serio. Inoltre mi sembra una persona seria”.
Piena promozione, dunque, per il tecnico goriziano. Anche per come sta gestendo il rilancio di Mauro Zàrate: “E’ fortissimo, è un talento cristallino. Secondo me in passato è stata sbagliata la sua gestione, mi riferisco a chi gli sta vicino, al suo entourage, alla stessa piazza di Roma. Come tutti i giovani ha pregi e difetti, deve lavorare. E’ sbagliato pensare che basti dirgli ‘Vai in campo e fai come vuoi’, in una squadra come la Lazio questo non è possibile. Penso che la gestione giusta sia quella di Reja”.
C’è un calciatore che ora brilla in Sicilia, ma che già ai tempi della Lazio era stato messo sotto osservazione: “Se ne parlava, ma come se ne parlava come tanti altri. Quest’anno di diceva anche della possibilità da parte del Palermo di arrivare ad Hernanes, ma sapendo la cifra sapevamo che sarebbe stato impossibile”.

martedì 5 ottobre 2010

Video: I goals che hanno portato la Lazio in vetta

8 reti, 7 marcatori e 13 punti. Rivivi i gol che hanno portato la Lazio in testa alla classifica.
Video da sslazio.it:

domenica 3 ottobre 2010

Serie A 2010-2011; 6° Giornata: Lazio-Brescia 1-0

Sintesi di Rai Sport:


Gol di Mauri con commento Sky:


"Pensieri di Lazio":
La Lazio continua nella serie positiva cominciata 4 giornate prima, con la vittoria ai danni del bologna. Dopo la prima giornata, con sconfitta immeritata al Marassi, la squadra di Reja ha saputo infilare risultati che l'hanno portata in vetta alla classifica.
La Lazio vince anche in una partita non propriamente entusiasmante, confermando un'ottima solidità difensiva e cinicità in avanti.
Hernanes, pur non essendo al meglio della forma, confeziona una palla d'oro per Mauri (ancora migliore in campo!). Zarate conferma i passi in avanti mostrati a Verona, Floccari è sempre importante e Mulsera, nel suo unico intervento di giornata, fa una grande parata che consente alla Lazio di portarsi a casa questi 3 punti.
Il secondo show di Olimpia, emoziona nuovamente lo stadio Olimpico: Stavolta il nostro simbolo è partito più in alto rispetto alla scorsa volta, ha completato tre giri intorno al terreno di gioco prima di posarsi sullo stemma della società che ha portato il calcio a roma, dove ad attenderla c'era uno spuntino che l'animale sembra aver gradito!
Pagelle:
Muslera 7;
Radu 6,5;
Dias 6,5;
Biava 6,5;
Lichtsteiner 7-;
Brocchi 6,5;
Ledesma 6,5;
Mauri 7,5;
Hernanes 7;
Zarate 7-;
Floccari 6,5;
Bresciano 6+;
Rocchi 6+;
Foggia s.v;
Reja 6,5.

Forza Lazio! Vola in alto Olimpia!
Alessio Servadio