Visualizzazione post con etichetta Intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Intervista. Mostra tutti i post

sabato 11 dicembre 2010

Lotito intervistato da Tuttosport

Claudio Lotito si appresta ad affrontare la Juventus da seconda in classifica. Con i bianconeri i rapporti sembrano essere molto buoni, come conferma il presidente biancoceleste a 'Tuttosport':
Presidente Claudio Lotito, che Juve-Lazio si aspetta. Dinamica e spettacolare o schiava del tattici­smo esasperato a causa della posta in palio?
"Cominciamo col dire che le sfide con­tro la Juve, per i laziali e la Lazio, so­no sempre attesissime e complicate. Del resto i bianconeri non sono soltan­to una grande società ma anche una grande squadra con qualità tecnica e agonistica di primissimo piano. Mi au­guro che la Lazio riesca a esprimere il proprio potenziale basandosi sullo spirito di gruppo che finora ci ha ac­compagnato. Di più non posso dire perché dovrei parlare del risultato e qui il discorso viaggia su situazioni imponderabili che possono avvenire durante i 90 minuti. Chi può saperlo come andrà a finire?".

Reja: "Chi esce sconfitto da Torino non và bocciato"

La lepre è il Milan, poi la «sua» Lazio a -3 e la Juve a -6. Reja, domani sera, all'Olimpico, c'è in gioco solo il secondo posto?
«In palio c'è molto perché il risultato premierà una delle due squadre più in forma del momento. Ma siamo solo a un passo dalla fine del girone di andata, guai a parlare di bocciatura per chi dovesse uscire con le ossa rotte».
Nessuna bocciatura vuol dire programmi ed ambizioni inalterati...
«La Juve può e deve lottare per il vertice, la Lazio non può più essere guardata come la sorpresa del campionato perché non si raccolgono 30 punti in quindici partite se sei una meteora».
Modello Lazio contro modello Juve, è così?
«In parte i due progetti possono essere sovrapponibili. Sia noi che i bianconeri ragioniamo in termini di gruppo e mai di singolo. E, poi, io e Gigi siamo molto simili oltre che grandi amici».

sabato 9 ottobre 2010

Esclusiva Radio Sei - Diego Pablo Simeone: "Lazio, un giorno tornerò da allenatore"

CLICCA QUI PER SENTIRE L'AUDIO DELL'INTERVISTA!
Diego Pablo Simeone è senza dubbio uno dei migliori centrocampisti che abbiano vestito la maglia della Lazio. In biancoceleste ha vissuto 4 anni ricchi di soddisfazioni, ha vinto lo scudetto nel 2000 da assoluto protagonista, firmando il gol contro la Juve a Torino che segnò la svolta nella corsa al secondo scudetto laziale. Arrivato a Roma dall'Inter nell'ambito della cessioni di Vieri ai nerazzurri, Simeone è subito diventato uno degli idoli del popolo laziale, grinta e tecnica di stampo argentino, gol pesanti, un vero e proprio leader, una delle anime carismatiche di quella Lazio stellare. Con i biancocelesti ha vinto anche una coppa Italia, una supercoppa italiana e una supercoppa europea, 87 le presenze in maglia biancoceleste condite anche da 14 gol. Emblematico del carisma di Simeone fu un appello fatto alla vigilia della partita contro la Juve decisiva per lo scudetto, quando invitò quei compagni che non credevano nella rimonta a farsi da parte. Diventato allenatore nel 2006 guida l'Estudiantes,del suo ex compagno alla Lazio Veron, al titolo di apertura dopo 23 anni di astinenza. Passato al River Plate nell'anno sucessivo porta anche i Millonarios al titolo di apertura. Intervenuto ai micorfoni della trasmissione Lazio di Sera in onda su Radio sei, El Cholo ha parlato di questa nuova Lazio e dei suoi trascorsi nella capitale.

Benvenuto Diego, come stai? "Bene, mi sto riposando un po' e aspetto che arrivi una bella occasione per lavorare".
Quattro anni in maglia biancoceleste, devi sapere che i tifosi della Lazio sono ancora innamorati di te dopo tanto tempo, che ricordo hai di quegli anni? "Incredibile, la gente mi ha sempre trattato benissimo, lo dico sempre che a Roma ho vissuto degli anni stupendi. Per fortuna con i miei compagni, l'allenatore e la società siamo riusciti a portare la Lazio a traguardi importanti e non lo dimeticherò mai, anche perchè ho dei sentimenti forti nei confronti dei tifosi, non potrò mai dimenticare la gioia immensa della gente in quel pomeriggio del 14 Maggio".
Quella era una Lazio fatta di grandi campioni, una Lazio gloriosa in vetta al calcio europeo. Ora però la Lazio è prima in classifica seguita dall'Inter, i tuoi due amori italiani, segui il campionato italiano, che idea ti sei fatto? "Sto seguendo un po' tutto il calcio europeo, certo il campionato italiano è molto difficile. La Lazio è partita molto bene, sono contento, ma bisogna andare con tranquillità, godendo di questo momento ma con i piedi per terra".
E' una Lazio che può mantenersi nelle zone alte di classifica o pensi sia un exploit iniziale destinato però a finire? "Io penso che si debba guardare partita per partita, poi il campionato dirà se la Lazio può competere a certi livelli, però mai dire mai. La Lazio adesso è in testa deve giocare le partite con fiducia, con la gioia di esere lassù che a tutto l'ambiente fa bene".
Mauro Zarate è stato molto criticato, ora ha ritrovato il gol e anche lui sembra essersi sbloccato:  "Lui è un giocatore importantissimo, ha fatto bene il primo anno appena arrivato poi ha avuto una flessione come capita a tutti i calciatori, è uno che quando sta bene fa la differenza, ma deve crescere come uomo e come calciatore".
Può essere importante anche per l'Argentina, visto che lui ha dichiarato di voler giocare nella Selecion chiudendo le porte alla possibilità di vestire la maglia della Nazionale Italiana? "Credo abbia delle possbilità come tutti i giovani di talento, deve fare bene nella Lazio lui deve guardare a quello e poi l'opportunità arriverà, deve mantenersi tranquillo perchè prima o poi la sua chance arriverà".
Dopo Maradona non è che stai pensando anche tu alla panchina dell'Argentina? "No, adesso c'è Batista che sta lavorando molto bene, poi si riuniranno i dirigenti per vedere il da farsi, ma io sono tranquillo e rispetto il lavoro altrui".
Alla Lazio è arrivato Hernanes un giocatore che sembra essere un campione, che idea ti sei fatto tu che sei un grande intenditore di calcio di questo giocatore? "Al San Paolo ha fatto molto bene, è un giocatore importante, farà sicuramente bene anche alla Lazio. Ci vuole tempo, deve adattarsi alla sua vita lì a Roma e poi ci si deve augurare che mantenga i livelli mostrati nel suo paese, ma si tratta di un giocatore veramente forte".
Ora Diego Simeone sta pensando ad un'esperienza in Europa? "Sono tranquillo, aspetto un'occasione che mi entusiasmi ma non ho fretta, vado dietro alla passione e aspetto le motivazioni che mi dicano vado là".
Lo sai che la gente è legatissima a te e che quando si pensa ad un ex giocatore sulla panchina della Lazio il primo nome che si fa è quello di Simeone, ci pensi mai alla panchina della Lazio? "Prima o poi penso che arriverà, so di aver lasciato con i miei compagni un grande ricordo. Anche io ho ricordi fantastici e spero che in tutta la mia carriera prima o poi arrivi quell'occasione".
Ma lo sai che la Roma è penultima in classifica? "Eh tranquilli (ride ndr). Non dobbiamo guardare agli altri perchè poi si fanno più forti gli avversari, ma so che a Roma è sempre derby, però i tifosi laziali devono godere di questo momento e stare vicini alla squadra".
CLICCA QUI PER SENTIRE L'AUDIO DELL'INTERVISTA!

giovedì 7 ottobre 2010

Video: Conferenza stampa di Cristian Ledesma del 7/10/2010

Oggi alle ore 14.00 Cristian Ledesma ha preso la parola al Centro Sportivo di Formello.
Il centrocampista BiancoCeleste ha realizzato 1 gol in 6 presenze stagionali, ed è risultato fondamentale nell'ottima partenza della squadra
Video da sslazio.it:
 

mercoledì 6 ottobre 2010

Video: Floccari dal ritiro della Nazionale "Grazie alla Lazio e ai suoi tifosi"

Sergio Floccari ha voluto ringraziare e salutare i tifosi della Lazio e la società Biancoceleste dal ritiro Azzurro.
L'attaccante Calabrese ha realizzato 1 gol in 6 partite e a suon di prestazioni di sacrificio e lavoro di squadra si è guadagnato la convocazione di Prandelli in vista delle qualificazioni a Euro 2012. Insieme a lui della Lazio, convocato anche Stefano Mauri. 
Video da gazzetta.it:

Delio Rossi: "Roma sarà per sempre la mia Casa!"

Roma è sempre la sua casa. Delio Rossi ha potuto riabbracciarla in questi giorni, approfittando della sosta per le nazionali, l’ex tecnico biancoceleste ha prolungato le sue mini vacanze nella Capitale, dove ancora vive la sua famiglia. E’ tornato a riassaporare l’affetto e gli umori di una piazza che lo terrà sempre nel cuore, non solo per i risultati centrati nel suo quadriennio biancoceleste. L’uomo Delio torna a parlare della Lazio, lo fa senza quell' amaro in bocca che fino a pochi mesi fa non gli permetteva di ripercorrere a pieno ricordi mai sopiti: “Di Roma mi manca molto, avverto che sarà sempre la mia casa – confessa il tecnico romagnolo ai microfoni di teleradiostereo - . Sicuramente mi manca Formello, anche perché era vicino casa mia, mi manca l’Olimpico che era una vetrina importante, paradossalmente mi mancano anche i giornalisti a cui mi ero ormai abituato. Il Palermo è una realtà diversa rispetto alla Lazio. Ha un target diverso, investe molto sui giovani e sulla prospettiva. La Lazio sotto questo punto di vista è un gradino più alto”.
Torna a parlare di Lazio, commentando il momento d’oro della squadra di Reja e puntando il dito su una sterzata societaria che già ai suoi tempi attendeva: “Il salto di qualità avremmo potuto farlo nell’anno in cui abbiamo centrato la qualificazione in Champions – spiega Rossi - . Paradossalmente il nostro trionfo non è stato gestito bene, perché quella squadra aveva bisogno di rinforzi in considerazione delle tre competizioni che eravamo chiamati a svolgere. Sugli errori, se uno non è testone, impara. La grande paura dell’anno scorso ha fatto si che quest’anno sia stata costruita una squadra logica. Ora la Lazio è una compagine di livello, sicuramente prima di logica ce ne è sempre stata poca. Certe scelte neanche io le ho mai capite. Non so se questa Lazio sia più forte della mia, certamente è più di rendimento. E’ più affidabile, ha un buon portiere, ha un difensore centrale dominante (Dias,ndr) che io non ho mai avuto ed ho spesso cercato, un centrocampo di gente che ha qualità e quantità. In questo Ledesma e Matuzalem rappresentano due centrocampisti che ultimamente la Lazio non ha mai avuto. Poi c’è un giocatore importante come Hernanes, un grande centravanti e soprattutto una rosa adeguata. La forza della Lazio, infatti, non sono i titolari, ma le alternative di livello di cui può disporre. Tra l’altro sono tutti elementi molto navigati, mentre io avevo tutti giocatori che erano forti potenzialmente, come Ledesma, Behrami, Muslera, Kolarov, Zàrate. Poi però è venuta meno la logica, perché il progetto è stato abbandonato. Ho capito che non c’erano più i presupposti per andare avanti insieme alla fine del girone di andata (campionato 2008-2009, ndr). Lì ho capito che non potevo andare avanti con il mio lavoro. Si era incrinato il rapporto di fiducia con il presidente, non credevo più in questa persona”.
Poi ci sono dei calciatori che sono stati forgiati da Mastro Delio che dopo qualche anno sono arrivati a livelli internazionali: “Vedere un giocatore come Pandev alzare la Champions League per me è stato un orgoglio. Arrivò dai bassifondi, con me fu anche il più sostituito d’Italia, ora recita ruoli importanti. Penso di aver contribuito alla sua crescita”.
La coppia Ledesma-Matuzalem, un chiodo fisso targato Rossi, ancor di più con la presenza sulla trequarti di Hernanes: “Possono assolutamente giocare tutti e tre insieme, perché sono giocatori che hanno qualità e quantità, sono complementari. Il problema è che la Lazio non ha ancora potuto vedere il migliore Matuzalem. Io l’ho solo intravisto in allenamento, mi auguro per lui che risolva i suoi problemi, perché ci troviamo davanti un calciatore ancora da scoprire. Per quanto riguarda Ledesma, forse è stato l’unico giocatore per il quale ho insistito e mi è stato preso è stato Ledesma. Forse neanche lo volevano prendere, ho insistito talmente tanto che poi ho anche pagato con una squalifica”.
A proposito di centrocampo e di rincalzi di lusso, tra le seconde linee biancocelesti c’è anche l’australiano Mark Bresciano. Un elemento che Reja conosce bene: “E’ un interno di centrocampo, ha anche il gol. Mi è dispiaciuto molto non averlo schierato nell’ultimo periodo di Palermo perché ha avuto problemi fisici. Se li risolve è un giocatore molto importante”.
Ora sulla panchina capitolina c’è Edy Reja: “E’ una persona di buon senso, capace ed intelligente. E’ arrivato in punta di piedi, ha visto quali erano i problemi e senza fare stravolgimenti ha messo i puntini sulle i, ma l’ha fatto in maniera logica perché lui non spaccia calcio ed alchimie, fa solo il suo lavoro nel modo serio. Inoltre mi sembra una persona seria”.
Piena promozione, dunque, per il tecnico goriziano. Anche per come sta gestendo il rilancio di Mauro Zàrate: “E’ fortissimo, è un talento cristallino. Secondo me in passato è stata sbagliata la sua gestione, mi riferisco a chi gli sta vicino, al suo entourage, alla stessa piazza di Roma. Come tutti i giovani ha pregi e difetti, deve lavorare. E’ sbagliato pensare che basti dirgli ‘Vai in campo e fai come vuoi’, in una squadra come la Lazio questo non è possibile. Penso che la gestione giusta sia quella di Reja”.
C’è un calciatore che ora brilla in Sicilia, ma che già ai tempi della Lazio era stato messo sotto osservazione: “Se ne parlava, ma come se ne parlava come tanti altri. Quest’anno di diceva anche della possibilità da parte del Palermo di arrivare ad Hernanes, ma sapendo la cifra sapevamo che sarebbe stato impossibile”.