venerdì 12 novembre 2010
S.S.LazioforLife Live Radio - Diretta alle 17 e 30
Alle 17 e 30 di questo pomeriggio andrà in diretta una puntata di S.S.LazioforLife live Radio.
In questa trasmissione darò molto spazio a voi lettori e ascoltatori.
Per inviare commenti, domande e simili scrivete sulla Chat di S.S.LazioforLife, sulla Chat di SololaLazioblog, alla mia casella e-mail: alessio.sslazio@gmail.com oppure nell'Area discussioni della Pagina di Facebook
Spero partecipiate in tanti.
Clicca qui per la Diretta alle 17 e 30 *PER ASCOLTARE LA DIRETTA: SOTTO AD UN IMMAGINE DI UN'AQUILA, C'E' SCRITTO "7° DIRETTA - 3/11/2010". ALLE 17 e 30 AFFIANCO COMPARIRA' LA SCRITTA PLAY E DA LI' SARA' POSSIBILE ASCOLTARE*
*Grazie a Piojo per il Logo*
Grazie!
Alessio Servadio
In questa trasmissione darò molto spazio a voi lettori e ascoltatori.
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Alessio Servadio
Serie A 2010-2011; 11° Giornata: Cesena-Lazio 1-0
Ha perso partita e primato, portandosi dietro anche la contestazione di Zarate. Uscito dal campo con un applauso (ironico?), per poi rifugiarsi immediatamente negli spogliatoi. Non ha gradito la sostituzione, una decisione che è andata a pesare su un nervosismo di base nato dal fatto di non sentirsi considerato giocatore di prima fascia. Diciamo subito che fino a quel momento (25' della ripresa) l'argentino non aveva creato pericoli, anzi aveva sbagliato in più di un'occasione. Ma era comunque riuscito a tenere alta la squadra, a cucire tra difesa e attacco andandosi ad assumere l'onere di quasi tutte le ripartenze.
Ma non è stato lì che la Lazio ha perso la partita. Una gara decisa da un grande gol di Parolo, una mazzata da trenta metri che è andata a infilarsi sotto la traversa. La squadra romana è sembrata inadeguata in alcuni elementi (Diakitè, Bresciano) e soprattutto priva di spinta in fase offensiva. Pensando troppo al Napoli, si è ritrovata ad avere poco da puntare sul campo del Cesena, ultima della classifica.
VELOCITA’ -Ha sofferto maledettamente nella mezzora iniziale. Sulla sua fascia sinistra il Cesena ha spinto e non ha trovato opposizione. Giaccherini andava via in velocità, lasciando sul posto Diakitè, creandosuperiorità numerica e riuscendo a concretizzare quel vantaggio. C'era troppo campo laggiù, Ledesma doveva andare più volte in copertura e in alcune occasioni si trovava in affanno. Per tre volte in sei minuti il Cesena creava occasioni da gol (Colucci, Giaccherini e Parolo nell'ordine). Appiah e Parolo giocavano alti e pressavano. La Lazio penava l'anima nel tentativo di frenare l'offensiva, Muslera si produceva in due ottimi interventi. Bresciano vagava per il campo in un ruolo che non sentiva suo. Poi, qualcosa cambiava.
FIDUCIA -Era Ficcadenti, il coach del Cesena, a restituire fiato e spazi alla squadra romana. Sembrava quasi volesse farsi del male da solo. Invertiva gli esterni. Jimenez a sinistra, Giaccherini a destra. Spezzava cioè il meccanismo che sino a quel momento aveva dato tanto alla sua squadra. Accadeva così che Diakitè riacquistasse fiducia, provasse addirittura a spingere. Era la Lazio tutta a crescere, ad andare assai vicina alla marcatura con una magia di Foggia, che concludeva un pregevole scambio con Floccari, disegnando una palombella ( come si direbbe nella pallanuoto) che andava a centrare la traversa (38'). Peccato, sarebbe stato un grande gol.
Reja provava a cambiare più volte il modo di giocare le sue carte. Aveva già osato abbastanza nel momento in cui aveva mandato in campo la squadra, sostituendo più della metà degli uomini rispetto al derby contro la Roma. Qualche sostituizione naturale, qualche riposo forzato in vista della sfida con il Napoli di domenica all'oradi pranzo. Il tecnico friulano provava addirittura un 4- 2- 1- 3 che vedeva Bresciano dietro il trio Foggia- Zarate- Floccari. E nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo la Lazio usciva dal tunnel. Riprendeva in mano il gioco e occupava la metàcampo avversaria, cosa che nei primi trenta minuti non era mai riuscita a fare.
Floccari lottava come un leone, ma così facendo sprecava incredibili energie per poi non essere più in condizione nel momento in cui era chiamato a svolgere il suo lavoro. Quello del bomber. Foggia riusciva a macinare avversari e gioco. Dietro la mediana Ledesma/ Matuzalem con Bresciano leggermente più avanti chiudeva il tempo regalando la speranza di una ripresa più solida, maggiormente efficace. Da prima della classe. Da squadra che si era presentata qui con quattro vittorie esterne consecutive, contro un Cesena chenon vinceva da sette gare.
SCOSSONI -Nella ripresa Ficcadenti riportava l'assetto nella configurazione che gli aveva dato così brillanti risultati, con Giacchetti a sinistra. Ma Lauro doveva fare i conti con Foggia e non poteva più appoggiare il compagno, mentre Parolo doveva svolgere un lavoro di copertura superiore a quello dei 45' iniziali. Il secondo tempo scivolava via senza scossoni, senza emozioni. Fino al capolavoro di Parolo. Una brutta botta per la Lazio che sembrava ormai pronta a godersi un pari esterno che le avrebbe permesso di mantenere la testa della classifica, anche se in comproprietà. E domenica c'è un Napoli in crescita.
Ma non è stato lì che la Lazio ha perso la partita. Una gara decisa da un grande gol di Parolo, una mazzata da trenta metri che è andata a infilarsi sotto la traversa. La squadra romana è sembrata inadeguata in alcuni elementi (Diakitè, Bresciano) e soprattutto priva di spinta in fase offensiva. Pensando troppo al Napoli, si è ritrovata ad avere poco da puntare sul campo del Cesena, ultima della classifica.
VELOCITA’ -Ha sofferto maledettamente nella mezzora iniziale. Sulla sua fascia sinistra il Cesena ha spinto e non ha trovato opposizione. Giaccherini andava via in velocità, lasciando sul posto Diakitè, creandosuperiorità numerica e riuscendo a concretizzare quel vantaggio. C'era troppo campo laggiù, Ledesma doveva andare più volte in copertura e in alcune occasioni si trovava in affanno. Per tre volte in sei minuti il Cesena creava occasioni da gol (Colucci, Giaccherini e Parolo nell'ordine). Appiah e Parolo giocavano alti e pressavano. La Lazio penava l'anima nel tentativo di frenare l'offensiva, Muslera si produceva in due ottimi interventi. Bresciano vagava per il campo in un ruolo che non sentiva suo. Poi, qualcosa cambiava.
FIDUCIA -Era Ficcadenti, il coach del Cesena, a restituire fiato e spazi alla squadra romana. Sembrava quasi volesse farsi del male da solo. Invertiva gli esterni. Jimenez a sinistra, Giaccherini a destra. Spezzava cioè il meccanismo che sino a quel momento aveva dato tanto alla sua squadra. Accadeva così che Diakitè riacquistasse fiducia, provasse addirittura a spingere. Era la Lazio tutta a crescere, ad andare assai vicina alla marcatura con una magia di Foggia, che concludeva un pregevole scambio con Floccari, disegnando una palombella ( come si direbbe nella pallanuoto) che andava a centrare la traversa (38'). Peccato, sarebbe stato un grande gol.
Reja provava a cambiare più volte il modo di giocare le sue carte. Aveva già osato abbastanza nel momento in cui aveva mandato in campo la squadra, sostituendo più della metà degli uomini rispetto al derby contro la Roma. Qualche sostituizione naturale, qualche riposo forzato in vista della sfida con il Napoli di domenica all'oradi pranzo. Il tecnico friulano provava addirittura un 4- 2- 1- 3 che vedeva Bresciano dietro il trio Foggia- Zarate- Floccari. E nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo la Lazio usciva dal tunnel. Riprendeva in mano il gioco e occupava la metàcampo avversaria, cosa che nei primi trenta minuti non era mai riuscita a fare.
Floccari lottava come un leone, ma così facendo sprecava incredibili energie per poi non essere più in condizione nel momento in cui era chiamato a svolgere il suo lavoro. Quello del bomber. Foggia riusciva a macinare avversari e gioco. Dietro la mediana Ledesma/ Matuzalem con Bresciano leggermente più avanti chiudeva il tempo regalando la speranza di una ripresa più solida, maggiormente efficace. Da prima della classe. Da squadra che si era presentata qui con quattro vittorie esterne consecutive, contro un Cesena chenon vinceva da sette gare.
SCOSSONI -Nella ripresa Ficcadenti riportava l'assetto nella configurazione che gli aveva dato così brillanti risultati, con Giacchetti a sinistra. Ma Lauro doveva fare i conti con Foggia e non poteva più appoggiare il compagno, mentre Parolo doveva svolgere un lavoro di copertura superiore a quello dei 45' iniziali. Il secondo tempo scivolava via senza scossoni, senza emozioni. Fino al capolavoro di Parolo. Una brutta botta per la Lazio che sembrava ormai pronta a godersi un pari esterno che le avrebbe permesso di mantenere la testa della classifica, anche se in comproprietà. E domenica c'è un Napoli in crescita.
lunedì 8 novembre 2010
Ledesma sveglia la Lazio: "Rialziamoci! Siamo ancora Primi!"
"Lazio rialzati, comunque sei prima". E' il messaggio che Cristian Ledesma invia ai suoi compagni sul proprio blog. Non c'è tempo per deprimersi o buttarsi giù. Nonostante la sconfitta nel derby, il primato in classifica è rimasto intatto e sarebbe davvero un delitto piangersi addosso e perdere terreno sulle inseguitrici. Si riparte comunque dal derby, dagli errori materiali e mentali commessi sul campo, arbitro a parte. Perché se il coro unanime in casa Lazio è "siamo stati danneggiati da Morganti", Reja e tutti i giocatori si sono resi conto di aver lasciato un tempo agli avversari. E dev'esserci un mea culpa. "Nella prima frazione potevamo fare di più", ammette Ledesma.
Vergogna senza fine - Morganti: "Sono contento del mio impegno"
«Come faccio solitamente, oggi ho rivisto in tv il derby e soprattutto gli episodi più importanti». Emidio Morganti, contestato arbitro del derby Lazio-Roma di ieri, torna sulla partita e spiega di averla riguardata con attenzione. «Il primo tempo mi sembra di averlo bypassato bene - ha sostenuto il direttore di gara ascolano -, il secondo l'ho riguardato più attentamente per migliorarmi. Posso dire solo che mi promuovo per l'impegno». Riferendosi poi agli episodi contestati del derby, Morganti ha spiegato il fuorigioco fischiato tardivamente a Marco Borriello, che ha portato all'annullamento della rete segnata da Greco. «In diretta non si era capito il fischio sul fuorigioco di Borriello. Ma la spiegazione è semplice: il guardalinee non aveva visto di chi era stato il tocco per Borriello. Me lo ha chiesto, io gli ho risposto che era stato di Riise ed a qual punto, naturalmente con un po' di ritardo, lui ha alzato la bandierina». Pur senza riferirsi direttamente alla partita di ieri, in particolare al rigore chiesto da Mauri per la trattenuta di Riise, Morganti ha comunque ammesso: «Nel corso di una partita, ci sono tante situazioni, in particolare sui cross, in cui un arbitro è "impallato" dai tanti giocatori in area di rigore. Un arbitro di porta avrebbe sicuramente visto meglio di me, ma rimane pur sempre un uomo chiamato ad interpretare un episodio».
Lotito: "I fatti si commentano da soli, la squadra mi ha chiesto di fare in modo che certe cose non accadano più; Ora non si dica che la Lazio sia fortunata!"
«Il derby conferma che i risultati non dipendono tanto dalla qualità delle squadre o da quello che si esprime in campo ma da episodi. Ora almeno non si dirà più che la Lazio è stata fortunata. In questo derby siamo stati tutto tranne che fortunati». Claudio Lotito, presidente della Lazio, si esprime così all'indomani della sconfitta subita dai suoi contro la Roma nella stracittadina dell'Olimpico. Il n.1 del club biancoceleste, ospite di 'La politica nel pallonè, rubrica di Gr Parlamento, evidenzia alcune «situazioni che nel secondo tempo hanno determinato una ingenerosa e immeritata sconfitta», ma si rifiuta di commentare l'operato dell'arbitro: «Ho grande rispetto delle istituzioni e non esprimo giudizi sugli arbitri, altrimenti si rischia di destabilizzare il sistema. Non sarebbe nè giusto nè corretto esprimere giudizi che spettano alle istituzioni competenti. La partita è sotto gli occhi tutti e i fatti si commentano da soli». «Mi auguro solo che mercoledì la squadra scenda in campo con la stessa determinazione e con la voglia di sempre», dice alludendo alla trasferta di Cesena che attende i biancocelesti.
Lotito ha parlato con lo staff tecnico e con la squadra subito dopo il ko: «Sono sceso negli spogliatoi per complimentarmi. Abbiamo fatto un piccolo punto, i giocatori erano afflitti per una sconfitta che ritengono ingenerosa e immeritata. A gran voce la squadra ha chiesto al sottoscritto di fare in modo che tutto ciò non si ripeta».
La capolista, ammette il presidente biancoceleste, è scesa in campo contratta: «C'era una tensione particolare dei calciatori legata al derby. Inoltre, il nuovo assetto tattico all'inizio ha creato un pò di smarrimento, ma il primo tempo è finito 0-0 e non mi sembra che abbiamo pagato pegno. Il problema c'è stato nella ripresa, con situazioni che hanno determinato un'ingenerosa e immeritata sconfitta». Il risultato, prosegue, «è stato determinato da due rigori».
Ora gli obiettivi della Lazio non cambiano: «Dobbiamo procedere partita dopo partita, con la consapevolezza che è stata allestita una squadra competitiva. Il nostro atteggiamento non è cambiato, la sconfitta deve essere un monito ulteriore per fare ancora meglio e mettere in difficoltà le persone che vorrebbero vedere la Lazio in una posizione diversa. A metà campionato fare il punto, con molta serenità».
Lotito assicura poi che «Hernanes in questo momento non è in vendita» e ai tifosi dice: «Devono stare tranquilli, perchè la società farà di tutto per rafforzare la rosa e tutelerà i diritti del club in tutte le sedi nel momento in cui dovesse ravvisarne la necessità».
Infine, sulla scelta del Genoa di puntare su Davide Ballardini: «È grande tecnico e un grande professionista, sicuramente farà bene».
Lotito ha parlato con lo staff tecnico e con la squadra subito dopo il ko: «Sono sceso negli spogliatoi per complimentarmi. Abbiamo fatto un piccolo punto, i giocatori erano afflitti per una sconfitta che ritengono ingenerosa e immeritata. A gran voce la squadra ha chiesto al sottoscritto di fare in modo che tutto ciò non si ripeta».
La capolista, ammette il presidente biancoceleste, è scesa in campo contratta: «C'era una tensione particolare dei calciatori legata al derby. Inoltre, il nuovo assetto tattico all'inizio ha creato un pò di smarrimento, ma il primo tempo è finito 0-0 e non mi sembra che abbiamo pagato pegno. Il problema c'è stato nella ripresa, con situazioni che hanno determinato un'ingenerosa e immeritata sconfitta». Il risultato, prosegue, «è stato determinato da due rigori».
Ora gli obiettivi della Lazio non cambiano: «Dobbiamo procedere partita dopo partita, con la consapevolezza che è stata allestita una squadra competitiva. Il nostro atteggiamento non è cambiato, la sconfitta deve essere un monito ulteriore per fare ancora meglio e mettere in difficoltà le persone che vorrebbero vedere la Lazio in una posizione diversa. A metà campionato fare il punto, con molta serenità».
Lotito assicura poi che «Hernanes in questo momento non è in vendita» e ai tifosi dice: «Devono stare tranquilli, perchè la società farà di tutto per rafforzare la rosa e tutelerà i diritti del club in tutte le sedi nel momento in cui dovesse ravvisarne la necessità».
Infine, sulla scelta del Genoa di puntare su Davide Ballardini: «È grande tecnico e un grande professionista, sicuramente farà bene».
Ballardini nuovo allenatore del Genoa: La Lazio si sgancia del suo ingaggio
Preziosi esonera Gasperini. Il presidente del Genoa ha deciso di interrompere il rapporto con il tecnico che sedeva sulla panchina rossoblù dal 2006 dopo la sconfitta di ieri sera in casa del Palermo. Tra i due la situazione si era complicata da qualche tempo, ma non ci si aspettava una decisione immediata, dopo gli 11 punti conquistati nelle prime 10 partite di questa stagione e soprattutto le quattro sconfitte nelle ultime cinque gare. Gian Piero Gasperini il 10 maggio 2007, nella sua prima stagione a Genova, aveva riportato i rossoblù in A.
ARRIVA BALLARDINI — Al suo posto arriva Davide Ballardini, che sarà presentato alla stampa alle 18. Per l'ex tecnico della Lazio un contratto per questa stagione con opzione per la prossima. Quella di Gasperini è la seconda panchina che salta in serie A in questa stagione. La prima e unica era stata quella di Colomba, esonerato dal Bologna alla vigilia della prima giornata di campionato.
Preziosi ha annunciato che Davide Ballardini ha firmato un contratto fino a giugno «rinnovabile se raggiungeremo certi risultati che non vi dico». Il presidente ha detto di aver chiesto informazioni su Ballardini già dopo la sconfitta col Chievo (seconda giornata). «Questa notte alle 2 ho chiamato Lotito e gli ho detto che forse avrei preso Ballardini - ha aggiunto Preziosi -. Forse è stata per lui la notizia più bella della giornata perchè ha potuto risparmiare un pò di soldi». Lotito era stato esonerato a febbraio dalla Lazio dalla quale riceveva ancora lo stipendio.
ARRIVA BALLARDINI — Al suo posto arriva Davide Ballardini, che sarà presentato alla stampa alle 18. Per l'ex tecnico della Lazio un contratto per questa stagione con opzione per la prossima. Quella di Gasperini è la seconda panchina che salta in serie A in questa stagione. La prima e unica era stata quella di Colomba, esonerato dal Bologna alla vigilia della prima giornata di campionato.
Preziosi ha annunciato che Davide Ballardini ha firmato un contratto fino a giugno «rinnovabile se raggiungeremo certi risultati che non vi dico». Il presidente ha detto di aver chiesto informazioni su Ballardini già dopo la sconfitta col Chievo (seconda giornata). «Questa notte alle 2 ho chiamato Lotito e gli ho detto che forse avrei preso Ballardini - ha aggiunto Preziosi -. Forse è stata per lui la notizia più bella della giornata perchè ha potuto risparmiare un pò di soldi». Lotito era stato esonerato a febbraio dalla Lazio dalla quale riceveva ancora lo stipendio.
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