venerdì 10 settembre 2010
Video: Allenamento Pomeridiano del 10/9/2010
Seduta pomeridiana per la Lazio. I biancocelesti sono scesi in campo alle 15 agli ordini di Edy Reja. Dopo il riscaldamento libero, esercitazioni con il 3-5-2. Provata la fase difensiva con 5 contro 10 e la fase offensiva con il 10 contro 10. Dieci minuti di agilità a ‘7 stazioni’ con attrezzi e palloni. In chiusura, partita di un quarto d’ora 11 contro 11. La sessione è durata un’ora e un quarto. (SSlazio.it)
Etichette:
Allenamenti,
Lazio,
Lazio-Bologna,
Preparazione
giovedì 9 settembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
Video: Allenamento Pomeridiano del 8/9/2010
Seduta pomeridiana per la Lazio.
Dopo un quarto d'ora di 'torello', venti minuti di tattica difensiva e offensiva a reparti.
Esercitazioni 4 contro 8 prima della partita finale a metà campo.
La sessione è durata un'ora e venti minuti.
Dopo un quarto d'ora di 'torello', venti minuti di tattica difensiva e offensiva a reparti.
Esercitazioni 4 contro 8 prima della partita finale a metà campo.
La sessione è durata un'ora e venti minuti.
Etichette:
Allenamenti,
Lazio,
Lazio-Bologna,
Preparazione
martedì 7 settembre 2010
Video: L'allenamento del pomeriggio, novità nel sito della Lazio
Sul sito della S.S.Lazio c'è stata una bella novità che continuerà di qui in avanti: è stato postato l'allenamento odierno, che ora vi riportiamo in sintesi.
Etichette:
Allenamenti,
Lazio,
Lazio-Bologna,
Preparazione
giovedì 2 settembre 2010
Auguri a Matuzalem: E' Nato suo figlio Filippo!
Fiocco azzurro in casa Lazio. Alla casa di Cura Mater Dei a Roma è nato oggi il secondo figlio di Francelino Matuzalém da Silva. Il piccolo, si chiama Filippo, è nato alle 14,38 pesa 3 chili e 130 grammi e gode di ottima salute così come la mamma, Sandra Dantas Dos Santos.
Per il centrocampista brasiliano è il secondogenito visto che è già padre di un bambino, Matuzalém junior, ma è il primo figlio a nascere nella Capitale. «E’ stata un’emozione grandissima- ha detto il giocatore- e sono molto contento che l’ostetrica sia riuscita a convincermi ad entrare in sala parto per assistere alla nascita. Voglio ringraziare tutto il personale della Mater Dei per la magnifica assistenza data a mio figlio e a mia moglie, ad iniziare dal dottor Cignini e il professor Giorlandino fino alle ostetriche Emanuela e Silvia».
Per il centrocampista brasiliano è il secondogenito visto che è già padre di un bambino, Matuzalém junior, ma è il primo figlio a nascere nella Capitale. «E’ stata un’emozione grandissima- ha detto il giocatore- e sono molto contento che l’ostetrica sia riuscita a convincermi ad entrare in sala parto per assistere alla nascita. Voglio ringraziare tutto il personale della Mater Dei per la magnifica assistenza data a mio figlio e a mia moglie, ad iniziare dal dottor Cignini e il professor Giorlandino fino alle ostetriche Emanuela e Silvia».
Da SololaLazioBlog: La Lazio siamo Noi, non Lui, Voi, Loro!
Ho voluto riprendere questo discorso di un ragazzo che si firma come Fabrizio82, che tratta i temi come il nostro tifo, come dovrebbe essere e come lui vorrebbe che fosse. Rispecchiando ottimamente quello che vado da tempo dicendo in giro in vista del tifo allo stadio, ho voluto postare il suo commento:
Non ho mai scritto in un blog, non ne ho mai sentito l’esigenza. E mi scuso se il “registro” potrà non sembrare del tutto adatto.
Da: http://sololalazio.blog.tiscali.it/
Non ho mai scritto in un blog, non ne ho mai sentito l’esigenza. E mi scuso se il “registro” potrà non sembrare del tutto adatto.
Ma mi si strazia il cuore a vedere un pezzo della mia “esistenza” che si sgretola con un insopportabile senso di estraneazione. Non mi sembra vero ciò che vedo.
Calcisticamente parlano si intende. O forse no…
Parlo della Lazio, quella che ho imparato ad amare da piccolino, quando mio padre mi teneva sulle spalle e mi indicava i giocatori un per uno, allo stadio, insieme, quando ancora il calcio non faceva “paura” alle famiglie.
La Lazio che all’epoca giocava in B. Ed era stupenda agli occhi di un bimbo di 5 anni.
Quella che la domenica mattina si respirava già nell’aria, nelle fredde giornate di novembre, o nelle luminose giornate di marzo.
Quella dell’attesa nello stadio da adolescente con gli amici, quella del “comunque vada oggi ce la godiamo”.
Quella dell’attesa nello stadio da adolescente con gli amici, quella del “comunque vada oggi ce la godiamo”.
Parlo della Lazio, quella che vincente nel 2000, appena compiuti 18 anni sotto braccio alla mia futura moglie, mi mandava in delirio con tutto lo stadio, il mio paese, la mia gente: non dimenticherò mai la festa, la gioia e l’amicizia del popolo laziale e, perché nò, anche di quello simpatizzante: uno dei più bei giorni della mia vita.
Parlo della Lazio, quella del sofferto declino, quella del “vuoi non vuoi, ora siamo qui, ora siamo diventati solo questo”.
La Lazio del popolo laziale, lo stesso che dopo molti anni si aggredisce a vicenda e si lecca le ferite.
La Lazio del popolo laziale, lo stesso che dopo molti anni si aggredisce a vicenda e si lecca le ferite.
Prima ancora di giudicare un improbabile gestione della squadra, ditemi che quella gente che vedo intorno non è veramente il mio popolo laziale.
Lo stesso che dopo 28 anni di passione mi lascia solo con la nostra squadra. SUA, nell’intimo delle proprie passioni e del proprio credo. La squadra degli 11 che, campioni o brocchi (non il giocatore) che siano, non posso non essere convinto che non diano del proprio meglio ogni domenica in campo.
Lasciati soli. Proprio come me, come tutti coloro che ancora credono. Credere non necessariamente in una gestione degna o indegna che sia, ma in quegli 11 a cui certo non gioverà essere lasciati senza supporto, una protesta verso chi a sua volta vive quotidianamente una cattiva gestione.
Ormai conosciamo la testardaggine del nostro caro “L’hoTrito”. Io non gli ne voglio (oltre una certa misura), ma sappiamo che in passato questa testardaggine di cui è dotato non l’ha mai piegato a nessun cambiamento: neppure di fronte a una forte perdita economica a parametro 0 di grandi nomi.
Non cambierà, ne sono certo. Lui no.
Chi cambia siamo noi, chi a uno spettacolo così bello quale è il calcio e la Lazio ha deciso, fosse anche solo per un anno, di rinunciare.
Cambiamo noi che rifiutando un comportamento arrogante, ci poniamo con altrettanta arroganza. Noi che ci siamo divisi tra disillusi, impoltronati, arrabbiati e illusi.
Io mi sento un illuso. Sono certo di essere giudicato un illuso. Perché prima ancora che nel calcio dei Moratti, delle Cupole, dei debiti e dei business, delle TV a pagamento e degli sponsor, dell’ultimo decennio di guano sportivo insomma, prima ancora di tutto ciò credo nella Lazio.
E Lazio non è un lui, un loro o un voi: è un NOI. Non so se la Lazio vivrà un altro anno di mediocrità come lo scorso. So solo che restandomene a casa non farò di certo del bene a NOI. Noi che viviamo tanto di quel fattore campo, dell’accorato incitamento dei nostri 11, una delle tifoserie che per anni ha creato le più belle coreografie del campionato, una delle 2 squadre che mostra all’Italia il più bel Derby che questo sport possa offrire, la Lazio che si ama come una meravigliosa donna con i suoi (tanti) difetti.
Forse guardando in avanti dalla curva anche quest’anno soffrirò. Ma se mi volterò dietro e non vedrò nessuno soffrirò molto di più.
Restare a casa, in queste condizioni, non aiuta nessuno: lasciarli (e lasciarci) soli può soltanto spingerci prima e peggio nel baratro.
Perché se la Lazio dovesse retrocedere, o peggio scomparire, mi sentirei il primo colpevole (persino ancor prima della dirigenza) per non esserci stato, per non avergli dato supporto, per non averci creduto.
Perché se la Lazio dovesse retrocedere, o peggio scomparire, mi sentirei il primo colpevole (persino ancor prima della dirigenza) per non esserci stato, per non avergli dato supporto, per non averci creduto.
Aiutare gli 11 in campo è un mio dovere (e un piacere) fin quando avrò forza e fiato in gola.
Anche solo o con pochi di noi, fino alla fine dei 90?, “non mollerò mai”.
Anche solo o con pochi di noi, fino alla fine dei 90?, “non mollerò mai”.
Come quel ragazzino di 5 anni che alla mattina si svegliava con una sciarpa in mano e pensava subito alla giornata vissuta per la Lazio.
Come quel ragazzino che domani, mi auguro sulle mie spalle, continuerà a crederci, a urlare e sorridere comunque felice di quel grande grande spettacolo che è la Lazio.
Fosse anche in B, non mi importa!
Grazie Lazio, da sempre i 2 colori della mia vita.
Fabrizio ‘82
Da: http://sololalazio.blog.tiscali.it/
Etichette:
Lazialità,
Lazio,
Stadio,
Stadio Olimpico,
Tifo
mercoledì 1 settembre 2010
I movimenti della Lazio nell'ultimo giorno di Mercato
Nessun botto di fine mercato, come era forse prevedibile, ma un uscita di un ingaggio importante, e l'acquisto di tre giovani promettenti classe 94' da aggregare agli allievi.
Ecco la nota ufficiale che riguarda Cribari al Napoli e il giovane Sciamanna:
La S.S. Lazio comunica la cessione a titolo definitivo del difensore brasiliano Emilson Sanchez Cribari (nato a Cambarà il 6 marzo 1980) al Napoli e la cessione a titolo temporaneo dell'attaccante Jacopo Sciamanna (nato a Viterbo il 24 maggio 1990), nella scorsa stagione in forza alla Primavera biancoceleste, al San Marino.
Fonte: sslazio.it
Ecco invece l'articolo che parla dei 3 giovani ingaggiati dalla Lazio:
La Lazio, nel mese di luglio, ha acquistato Pedro Vitorino Fernandes Rosario, uno dei talenti emergenti del calcio europeo. Proveniente dal Benfica, società che lo ha letteralmente scaricato, l'attaccante portoghese, classe 1994, ha firmato con il club biancoceleste un contratto di tre anni, depositato però solamente nella giornata odierna negli uffici della Lega Calcio. Vincitore dell'ultimo scudetto Under 16 con la maglia del Benfica, la Lazio lo seguiva da più di un anno e lo aveva fatto osservare in diversi tornei amichevoli, avendone sempre referenze positive. E' il figlio di Jorge Rosario, ex ala destra del Benfica, fino a questo momento ha sostenuto pochissimi allenamenti con la formazione Primavera. Con tutta probabilità, la Lazio ha intenzione di farlo "maturare" con gli Allievi Nazionali, almeno nella prima parte di stagione, per poi aggregarlo alla squadra guidata da Alberto Bollini.
Altro acquisto proveniente da terre straniere è quello del rumeno Stefan Tira Catalin, anch'egli attaccante classe '94, di proprietà dell'Idroeletrica. Il 16enne si è allenato costantemente con la Primavera fino a circa una decina di giorni fa, prima di essere "dirottato" nella formazione Allievi. Chi lo ha visto da vicino ne parla un gran bene.
In chiusura di mercato la Lazio ha depositato anche il contratto di un'altro giovane attaccante, fino alla scorsa stagione in forza al Mezzocorona, compagine di Lega Pro: Nicolas Di Piero.
Fonte: lalaziosiamonoi.it
Alessio Servadio
Ecco la nota ufficiale che riguarda Cribari al Napoli e il giovane Sciamanna:
La S.S. Lazio comunica la cessione a titolo definitivo del difensore brasiliano Emilson Sanchez Cribari (nato a Cambarà il 6 marzo 1980) al Napoli e la cessione a titolo temporaneo dell'attaccante Jacopo Sciamanna (nato a Viterbo il 24 maggio 1990), nella scorsa stagione in forza alla Primavera biancoceleste, al San Marino.
Fonte: sslazio.it
Ecco invece l'articolo che parla dei 3 giovani ingaggiati dalla Lazio:
La Lazio, nel mese di luglio, ha acquistato Pedro Vitorino Fernandes Rosario, uno dei talenti emergenti del calcio europeo. Proveniente dal Benfica, società che lo ha letteralmente scaricato, l'attaccante portoghese, classe 1994, ha firmato con il club biancoceleste un contratto di tre anni, depositato però solamente nella giornata odierna negli uffici della Lega Calcio. Vincitore dell'ultimo scudetto Under 16 con la maglia del Benfica, la Lazio lo seguiva da più di un anno e lo aveva fatto osservare in diversi tornei amichevoli, avendone sempre referenze positive. E' il figlio di Jorge Rosario, ex ala destra del Benfica, fino a questo momento ha sostenuto pochissimi allenamenti con la formazione Primavera. Con tutta probabilità, la Lazio ha intenzione di farlo "maturare" con gli Allievi Nazionali, almeno nella prima parte di stagione, per poi aggregarlo alla squadra guidata da Alberto Bollini.
Altro acquisto proveniente da terre straniere è quello del rumeno Stefan Tira Catalin, anch'egli attaccante classe '94, di proprietà dell'Idroeletrica. Il 16enne si è allenato costantemente con la Primavera fino a circa una decina di giorni fa, prima di essere "dirottato" nella formazione Allievi. Chi lo ha visto da vicino ne parla un gran bene.
In chiusura di mercato la Lazio ha depositato anche il contratto di un'altro giovane attaccante, fino alla scorsa stagione in forza al Mezzocorona, compagine di Lega Pro: Nicolas Di Piero.
Fonte: lalaziosiamonoi.it
Alessio Servadio
Iscriviti a:
Post (Atom)